Molti personaggi, poche persone
Intervista speciale, questa volta, in occasione del compleanno di Clostridium. Buona lettura!
ETA' (quella che si vuol dichiarare): 26 da pochi minuti
colore preferito: verde scuro
animale patrnous (quello che ci descrive): gatto comunista (eh eh)
1) Ciao ClostridiumT, innanzitutto auguri per il tuo compleanno e grazie per aver accettato le nostre domande. Come ormai consuetudine, scegli una canzone che ci accompagni nella lettura dell’intervista.
La canzone che ho scelto in prima battuta sarebbe stata "A mi manera" di Concha Buika, ma non avendo trovato il video su youtube, opto per "Mi niña lola", sempre di Conca Buika
http://www.youtube.com/wat
2) Iniziamo dal nickname. Come nasce la scelta di “ClostridiumT”?
Clostridium Tetani è un bacillo sporigeno anaerobio obbligato, agente eziologico del tetano...Nasce dall'ormai mio lontanissimo esame di microbiologia, in cui in vari studentelli ci eravamo scelti un batterio a testa, così, un po' per simpatia ed un po' (un bel po') per esaurimento psico-fisico!!! E, dato interessante per molti Pupazzi, è il "cugino" del ben più noto ed amato Clostridium Botulinum.
3) Oggi passi il tuo compleanno qui a Roma, ma sappiamo che ami viaggiare e che progetti molti cambiamenti per il futuro. Dove ti piacerebbe passare il tuo prossimo 2 luglio? E perché?
Bella domanda! In generale direi che mi piacerebbe passarlo in un qualsiasi luogo in cui possa essere libero e felice, in compagnia del mio amato MrLouis, come nel nostro opprimente paese sembra così difficile essere... Ad ogni modo, al momento mi viene in mente una bella terrazza aperta sui tetti di Barcino. Chiaramente ci sarà sempre spazio per i Pupazzi!
4) ClostridiumT e MrLouis sono una coppia storica dei Pupazzi ed alcuni di noi l’hanno vista nascere. Come hai conquistato MrLouis e chi di voi due ha fatto i primi passi?
Diciamo che siamo stati come due pianeti che per fortunate coincidenze, hanno iniziato ad orbitare l'uno attorno all'altro; il caro Morris (n.d.r.: il compianto molossoide da 120 kg di Franzoso), certo, diede una mano ed in tal senso gli dedico un pensiero affettuoso. E' stato un avvicinamento molto equilibrato da entrambe le parti...un po' come una partita a scacchi terminata con due felici vincitori.
5) Una domanda sola per sciogliere alcuni interrogativi fondamentali sullo stile inconfondibile del binomio ClostridiumT – MrLouis. Chi di voi si veste per primo? Per Ferragosto esci con la giacca? E il 16 agosto?
Eh eh...Questa domanda non poteva proprio mancare! Una volta per tutte: ci vestiamo separatamente, a telefoni spenti, ciascuno nel suo piccolo "conclave"...( ;-) eh eh), poi se spesso capita che siamo abbigliati in maniera "vagamente" simile...non è colpa nostra, è che ci disegnano così!!! ;-).
Per ferragosto proporrei un colbacco: BloodyMatt in tal senso potrebbe darci una mano!
6) Tra le molte doti che ti abbiamo sempre riconosciuto ce n’è una davvero peculiare: la capacità di intrattenere molte amicizie con le lesbiche. Ma come si fa? Di che si parla?
Diciamo che non è stata una scelta, quanto più una realtà in cui mi sono ritrovato ed in tal senso devo dire che abbiamo molto da imparare da loro: in quanto a forza, coraggio, determinazione, voglia di lottare, concretezza...Come dire, una lella tira l'altra. E chiaramente si parla di tutto con vivo interesse e fervida curiosità. Poi, ovviamente, ogni ragazza è un mondo (infinito) a sé.
7) A questo punto dicci tre aggettivi per definire le “Lelle”.
Già fatto, ad ogni modo mi ripeto e completo: forti, ironiche, belle, in tutte le sfaccettature che questo aggettivo possiede.
8) E tre aggettivi per riassumere ClostridiumT?
mumble mumble...difficile riassumersi in tre soli aggettivi...d'istinto direi: idealista, sognatore, viaggiatore
9) Sappiamo che hai molte perplessità sulle religioni. Tu in cosa credi?
Domanda spinosa e su cui potrei spendere infinite parole. Ad ogni modo mi limito a dire che, come tutti voi sapete, non sono un credente in senso stretto: Dio è una nostra creazione e non noi una sua, ed in tal senso condivido appieno Nietzsche. Credo nella forza del caso e nell'equilibrio, nell'entropia e nell'evoluzione. Credo sopratutto nei principi di Liberté, Égalité, Fraternité, e nella necessità di accettare i vuoti della conoscenza umana, senza necessità di colmarli a tutti i costi con le religioni.
10) Sobrio, discreto, mai sopra le righe… dove si nasconde la poraccità di Clostridium? Cosa fai di veramente gay? E cosa fai invece di davvero etero?
Ammetto, carissimi Pupazzi, non sono in grado di rispondere a questa domanda.
11) Un pensiero, un messaggio, un saluto, un augurio, una critica per i Pupazzi.
In primis vorrei ringraziare Scandenberg e Swann per l'istituzione di questa divertente rubrica delle interviste e poi rivolgo un affettuoso abbraccio a tutti i Pupazzi, uno ad uno, per la bella amicizia che ci lega da tutti questi anni.
Lunga vita ai Pupazzi!!!
Oggi è il mio compleanno e sarò buono, ergo nessuna critica... al massimo in futuro un post dedicato ( ;-P scherzo!!!).
Coming soon: a dopo le vacanze per la prossima intervista... nessuna anticipazione!
Ballerina e coreografa aveva 68 anni
“Si è spenta a 68 anni la danzatrice e coreografa tedesca Pina Bausch. A dare la notizia il teatro danza di Wuppertal. Secondo quanto riferisce l'istituzione, all'artista, cinque giorni fa era stato diagnosticato un tumore. Nel 2003 è stata nominata Cavaliere dell'ordine nazionale della Legion d'onore a Parigi. Poi a Londra il Laurence Olivier Award ed è stata direttrice onoraria dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma. Le novità del suo lavoro non consistono tanto nell'invenzione di gesti, quanto nel loro utilizzo connesso ad una molteplicità di materiali scenici. Quest'anno, dopo un assenza di 40 anni, un suo spettacolo era in cartellone al Festival dei Due Mondi di Spoleto.”
Nel panorama coreografico mondiale contemporaneo, Pina Bausch non è mai stata la mia coreografa preferita, ma sicuramente un pensiero alla fondatrice del movimento ‘Tanztheater' è dovuto: tedesca di origine, ha cominciato la sua formazione ad Essen, a me conosciuta visto che ospita ormai da 3 anni mia sorella (Taglia38), per poi approfondire le sue conoscenze a NYC. Dapprima ballerina e poi grande coreografa, il suo spettacolo più apprezzato è stato sicuramente Cafe Mueller (1978).
E così dopo il mio amato Bejart, un’altra stella europea lascia il mondo della danza. Speriamo che le nuove leve non si facciano attendere troppo… la danza (vera) ha bisogno di nuove idee!
La trama è fondamentalmente semplice: Will, giovane, bello, dissoluto – nonché ricco mantenuto del nonno Lord – viveur della Londra quasi contemporanea, conosce in una picaresca situazione il vecchio Lord Nantwich. Gli salva la vita, e da quel momento il vecchio chiede al giovane dandy sfaccendato di scrivere la sua biografia, dietro compenso, dandogli di volta in volta i suoi diari, che descrivono minuziosamente la sua vita, dai tormenti interiori dell’adolescente, alle avventure della sua Africa (dove ha vissuto per anni, come prefetto dell’Inghilterra coloniale). I due piani temporali si incontrano così in uno spazio ideale, dove i patemi e i bassi istinti dei protagonisti tentano di ricomporsi alla luce dei dettami crudeli della società, ma anche della loro raffinatissima e colta educazione da nobili inglesi. Il libro, infatti, è paragonabile ad Aciman in quanto ad erudizione (sebbene i parallelismi letterari creati attingano ad una riserva di meno ampio respiro), un’erudizione che non è sfoggio di per sé, ma vero e proprio schema cognitivo per orientarsi nel reale.
Una nota personale: gli anglosassoni, e gli inglesi in modo particolare, sono dei veri maestri in fatto narratologico. A fronte di una scrittura sempre chiara e piana, l’impalcatura narrativa è sicura e tiene vivo l’interesse del lettore con sapienti intrecci e rimandi, con quella palpabile ma ben dosata compartecipazione emotiva dello scrittore nei confronti del suo stesso romanzo, come una mano ben addestrata ai virtuosismi di uno strumento musicale che suona melodie ricche di pathos.
In quest’atmosfera viene tratteggiato l’affresco della Londra gay di oggi e di ieri, e checche di ogni età si avvicendano e ci presentano, sia pur nella fuggevolezza della loro apparizione, i diversi caratteri della nostra “boy culture”.
Questo romanzo, sulle prime battute, sembra un vero e proprio monumento all’egotismo. Eppure lo sforzo di superarlo è tangibile, non tanto nel tentativo di riscatto delle sottili – o patenti – perversioni dei protagonisti, non tanto nel tentativo dell’autore di restituire dignità allo sfranto Nantwich attraverso la descrizione della sua vita ricca e avventurosa, e della sue difficoltà di omosessuale che è vissuto nell’ipocrita e conformista Inghilterra.
Il superamento sta nel carattere volitivo e nell’intelligenza del favoloso William, che cerca di percorrere la vita da protagonista, a un metro di distanza da tutto e da tutti, eppure immerso in essa senza remore, e che guarda alle cose senza le lenti deformanti di etiche o codici prestabiliti.
Un ultimo appunto sul tema dell’erotismo: mai sboccato, questo romanzo contiene dei veri e propri cammei in fatto di scene di sesso. Lo consiglio a tutti.
Il momento che tutti temevamo è giunto. Albymakeup ha cancellato il proprio account da You Tube. Siamo profondamente amareggiati per questa perdita. Tra i Pupazzi Alby era diventato un punto di riferimento, un'abitudine costante, un oggetto di discussione ed imitazione. Abbiamo goduto dei suoi momenti migliori, del suo periodo d'oro, quando sfornava dieci video al giorno. Siamo stati alfabetizzati al trucco, al suo lessico, alle sue pratiche, pur essendone totalmente disinteressati, ammaliati da chi sapeva sedurre ed affabulare come un televenditore, sciorinando nomi di marche (dalla Nivea alla Glysòlid, alla onnipresente KIKO!), di pennelli, blush, correttori, ombretti. Eravamo curiosi di entrare tutti i giorni nella sua stanzetta, con la busta della Gardenia ben in vista, con il cagnetto e addirittura il criceto ('vi presento Gianna!') e soprattutto di vedere le mosse della poraccina in fieri, di un omosessuale adolescente che si palesa e che prende forma in modalità spesso buffe che ingenerano sentimenti di tenerezza, simpatia e solidarietà.
Qualcuno ci ha rotto il giocattolo. Un bavaglio e sceso a soffocare l'arte del bonario futuro estetista di Romano di Lombardia. Come nel prodursi della storia, il male cala tra gli uomini e ne silenzia gli slanci positivi seminando insanabili cesure. L'Alby è riuscito a dare al mondo la sua arte e la sua poraccità, come doni, fino a quando una forza distruttrice ce ne ha privati. Rimane il buio su You Tube dove prima si affiancavano numerose decine di video, nei riquadri in cui spiccava la sua gaudente faccina: il Trucco Emo, il Trucco per serata in disco, la nuova base trucco ai cetrioli e tanti altri capolavori dell'improvvisazione arricchiti da strafalcioni e sviste in italiano, starnuti, incantamenti, tutto all'insegna di infiniti ed eterni brillantini.
Chi è stato? Il babbo? La mamma? Chi gli ha imposto l'abiura, chi l'ha fatto piegare di fronte alle sue trousses per rinnegare ciò che egli è e sarà? O si è trattato forse di un previdente intervento per proteggerlo da possibili minacce seguite ad una esposizione spesso eccessiva e foriera di pericoli per un quattordicenne? Non dimentichiamo che lui ha dato a tutti non solo i suoi account MSN ma anche i riferimenti anagrafici, e che parrebbe essersi già visto con alcuni 'ammiratori'. Si è dato agli altri con probabile eccesso di sicurezza.
Cosa resta da fare a noi fans, orfani e attoniti di fronte alla sua pagina vuota? La Kiko e i Kabuki torneranno a risuonare allegramente? Una cosa è certa, la vita non è sempre brillantinata.
Chi sapesse qualcosa ci informi. Siamo desolati.
Bene ha fatto ad omaggiare per primo l'evento Pride 2009 il nostro Franzoso Romano, veterano tra tutti noi della manisfestazione. Non se n'è perso uno da quando aveva l'aurea età di diciassette anni, da quando si faceva ritrarre con un biondino dalle telecamere dei tiggì. Per me è stato il quarto pride romano, molto simile a quello dell'anno scorso, un Pride che anche questa volta mi ha soddisfatto, che è diventato una realtà cittadina benché ignorato dalla sua amministrazione. Tanti i partecipanti: complimenti alla comunità gay romana, non meno a quella discotecara, a quella fauna spesso tacciata di superficialità che però spende il proprio volto e le proprie 'fette' in quattro ore di marcia per una causa di affrancamento civile. C'erano tutte le vecchie conoscenze, le c.d. 'arinote' e le c.d. 'aqualunque', gli Otti, Marymount, Tre, una rediviva Badante, Nasone e la sua crew, poraccione e poraccine sotto il sole rovente. Solo la spiaggia di Capocotta ha un pari potere nel far risorgere i gay dalle 'tenebre' localare: il Pride. Angeli palestrati ed argentati hanno squillato le trombe di questa resurrezione, dalla sommità del carro del Mario Mieli, Tuba mirum spargens glitter, e una pioggia prima dorata poi violetta veniva salutata dall'assordante acclamazione dei fischietti marca Gaydar.
Segnata dalla querelle sul percorso, e sul solito mancato patrocinio (per il quale sonori vaffanculi si sono levati su sprone della Karl du Pigné) il Pride 2009 è mancato di fatti eclatanti, si è inserito nella ' maniera' del Pride in un paese poco avvincente politicamente nella pressocché totale indifferenza. Ormai il Pride non fa quasi più notizia, e ciò forse è un bene. Il vero rammarico è che non è mai visto come una festa di tutti, ma solo come una festa (ridicola) dei gay. Madrid, Londra, Berlino, Parigi vivono questi eventi come eventi cittadini, come feste comunitarie come fonte di attrazione turistica. Da noi sono l'espressione di una parte, cosa nostra, pericolo di contaminazione. E in quelle succitate città è più numerosa la gente comune a fare da ali alla parata che quella gay che la forma propriamente. Da noi in fondo, per il numero di abitanti e di turisti, si tratta di sparuti spettatori, rare affacciate, timide curiosità. In un paese dove restiamo inascoltati quasi pigramente si arriva a quelle piazze di comizio dove declamare le proprie ragioni. La più gran parte dei partecipanti nemmeno ci è arrivata a piazza Navona, dove è forse vano lo stazionamento. Franzoso e Gioggio avranno deviato per un bel gelatone, altri, terminata la marcia hanno preferito la Feltrinelli o Zara, tanto ormai non c'è più niente da chiedere mancando veri interlocutori e veri nemici, essendo quasi tutti nemici chi per azione a noi contraria chi per omissione. Solo Pannella nella piazza, gli odiati radicali (solo perché troppo intelligenti). La Paola Concia sì è sgolata, uno psicodramma il suo nel Pd dove è voce inascoltata e ...roca. Ottima Vladimir Luxuria, le si perdonano i saluti hollywoodiani, è sempre precisa e incisiva nei suoi interventi, riesce ad essere penetrante nell'invettiva politica senza mai oltrepassare il senso della misura e dell'opportunità politica. Senza mettere tutto in caciara come certi attivisti nostrani, come l'urlatore Marrazzo e le sue uscite di poco spessore.
Già si è capito dal post precedente il 'chi c'era'. E' chiaro che potevano essercene di più di Pupazzi. Swann, Tiffano, Franzoso, Gambler e Paoletto con me fin da piazza della Repubblica. Ha zompettato un po' con noi Valelio prima di sparire con l'amico Emo. Franzoso l'avemo lasciato all'altezza de 'Carrette' per poi non rivederlo più, mentre sui Fori Imperiali apparivano di un biancore latteo Luiss e Clostridium. Medaglia al valore per Luiss, che si sottopone al supplizio dell'aria aperta. Questa creatura è fatta per gli interni, non per gli spazi aperti, per la luce. Si sfalda e si autocombustiona in occasione di tour de force che vanno oltre la sua capacità di sopportazione. L'avorio del suo incarnato si popola subitaneamente di innumerevoli efelidi, si scavano gli zigomi e il costato, rallenta il passo. E infine è caduto malato, con la febbre. Per il prossimo anno, ai carri allegorici se ne aggiunga uno: il baldacchino per Luiss. Una tipica 'bussola' romana, come quella che usavano i signori cardinali. In velluto, con parasoli e tendine, ricovero per il delicato pupazzo che potrà partecipare alla sfilata seduto in pantofole. Nel corso della sfilata sopraggiungevano altri due pupazzi: El Rei all'Argentina e Pat giusto in Navona. Per il prossimo anno, o ancor meglio per l'Euro Pride di Roma 2011 i Pupazzi siano di più!
Non ci si può però lamentare del concorso pupazzo nella serata ufficiale del Pride svoltasi al Muccassassina. Serata di tono inferiore a quella dei venerdì della stagione ordinaria, con un tipico torpore degli eventi troppo pubblicizzati, al di sotto delle capacità organizzative e di spettacolo solitamente spese dal Mario Mieli. Clima tropicale nelle sale, al limite dell'asfissia quello della darkroom dove la meningite si sarebbe propagata in un attimo. Conforto nel budello esterno, improvvisato giardino con una colata di brecciolini e due sedie, che però ha creato quella precaria novità dell'evento straordinario insieme all'ossigeno per i polmoni e le pelli già provate dalla marcia. Alba, Fuxia e Tiffany sul palco. Brava Tiffany, vero personaggio rivelazione dell'anno. Fabio Dj Lanzone in consolle sempre impeccabile ma in quelle condizioni termiche non ci si può divertire. La madrina Ornella Muti da lustro con il suo nome ma non con il suo verbo. Né la coscienza né le frocie che dice di conoscere da anni le hanno suggerito due righe due da dire. E' stata tuttavia graziosa, ne abbiamo colto la umana gentilezza. Scoccano le tre. Alcuni Pupazzi s'en vanno, altri si perdono. Rimane solo la solida roccia ursina dove mi aggrappo. Ecco infatti lo 'specializzato' Franzoso nella sua ignuda rotondità con Gioggio e con l'orsone in stampelle, quello che pagò con l'infermità un simpatico tentativo di sdrammatizzazione col sottoscritto. Quel balletto per lui fu fatale, quelle sue due ditina che ritmavano al mio cospetto con intenti di pericolosa socializzazione. Ma anche per lui la maga di Vinchiaturo ha un gesto di misericordia, una mano tesa.
E anche questo Pride finisce a Casalbertone. Per me è finito in solitudine, dopo essere sgattaiolato dalla porta del Qube, quando al frastuono della disco si sostituiscono i clacson delle auto, i rumori della notte, gli improperi delle trans e dei tassinari. Tra i palazzoni, nella notte, verso il proprio letto per conquistare il quale sembra esserci ancora un immane sacrificio. Ma Torpignattara è vicina.
